Chi è Donato Salvia.

Sono un uomo sposato con due figli che nel 2010 ha scritto la propria storia nel libro “la mia mano destra”. Il libro non viene scritto per essere pubblicato, ma per spiegare ad amici anche intimi perché sono senza la mia mano destra. Anche se in confidenza, nessuno lo chiede. Io non ho nessun problema a parlare della mia mano per cui scrivo questa storia, la mia, piena di vicende simpatiche sulla mia mano  accompagnate da un binario molto chiaro: si può vivere bene anche senza la propria mano.  La primo fan è mia moglie che suggerisce di pubblicarlo.

In seguito mi rendo conto che mi piace scrivere, mi piace comunicare attraverso le parole  scritte (e anche quelle parlate) e mi lancio in un progetto più impegnativo : “Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi”. Ero stato in Libia per lavoro una settimana prima che scoppiasse la rivolta di Bengasi e rimasi colpito dal fatto che un agente letterario mi commentò come scandaloso il fatto che noi italiani fossimo andati in guerra, noi italiani che, per costituzione, siamo contrari alla guerra. Il libro non è contro o a favore di Gheddafi, ma è un romanzo giallo in cui l’autore si trova in Libia durante lo scoppio della guerra. E’ in assoluto un messaggio contro la guerra e la creazione della stessa.

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