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Fuori dagli schermi: un invito ai genitori

Ho scelto di dedicare una parte importante del mio lavoro a un tema che riguarda sempre più famiglie: il tempo che bambini e ragazzi trascorrono davanti agli schermi.

Per questo è nata la campagna Fuori dagli schermi, uno spazio pensato per aiutare i genitori a sentirsi meno soli e a trovare strumenti pratici per migliorare il dialogo con i figli.

Visita il sito della campagna:
www.fuoridaglischermi.org

Sul sito trovi contenuti, riflessioni, guide e proposte concrete per iniziare, un passo alla volta, a riportare più equilibrio nella vita familiare.

Non si tratta di demonizzare la tecnologia, né di colpevolizzare i ragazzi o i genitori. Gli schermi fanno parte della nostra quotidianità, ma quando occupano troppo spazio rischiano di ridurre il tempo dedicato al dialogo, al gioco, alla lettura, al movimento e alla relazione.

Molti genitori vivono questa preoccupazione in silenzio. Si chiedono se stanno esagerando, se sono troppo severi, se sia ancora possibile cambiare abitudini ormai consolidate.

La campagna Fuori dagli schermi nasce proprio per questo: accompagnare le famiglie con un approccio semplice, umano e concreto.

Perché non basta dire “spegni il telefono”.
Serve riaccendere il dialogo.

E quando il dialogo torna al centro, anche le regole diventano più facili da comprendere e da vivere.

Scopri la campagna, le risorse e i contenuti disponibili qui:
www.fuoridaglischermi.org

Fuori dagli schermi, dentro la vita.

Sto lavorando a …

Era un pallino che mi ero fissato per quest’anno: ripubblicare il Romanzo “Seduto nel Deserto a bere un tè con Gheddafi”. E finalmente, grazie all’aiuto di mia moglie ho ripreso a rivedere il testo e sistemarlo.

Una nuova copertina è stata elaborata e devo dire mi piace veramente molto. A presto con altri aggiornamenti.

Speed date letterario alla biblioteca di Cesano Boscone

Nel contesto di una villa del seicento, regolata dall’Assessore Aldo Guastafierro, si è svolta sabato questa esperienza per me nuova, ma decisamente simpatica. Tre autori invitati dalla biblioteca, con tre libri differenti nel genere e nei soggetti trattati, (il primo un libro di memorie, il secondo un giallo e la mia biografia) si sono intrecciati dando luogo ad un momento di cultura che si è prolungato per più di due ore. Il filo di Arianna era la lettura, il sapere e la curiosità che è sempre simpatico scoprire nel pubblico presente.

La formula nuova ha permesso anche di presentare e di parlare della campagna “Fuori dagli schermi”, come pure dei libri per i bambini che hanno trovato interesse nell’amministrazione. Sicuramente questo non sarà l’unico appuntamento in questa realtà.

Un bel servizio televisivo

il 27 maggio a Quarto, impegnato a leggere i miei libri per bambini la mattina e a presentare Digintossito al pomeriggio ad un pubblico di mamme e padri interessati, si è presentata una Tv locale per un servizio. Ecco il servizio:

Uno spettacolo magnifico

Avevo questa chiavetta con su cui era registrato lo spettacolo tratto dal libro La mia Mano destra, libro autobiografico che racconta della mia mano nata senza dita a causa del Talidomide. Era lì che aspettava. Finalmente a inizio marzo ho pensato di caricarla con un paio di immagini sul mio canale You tube. L’ho fatto sapere ad un personaggio pubblico che aveva acquistato il libro e che sapevo lo aveva apprezzato. E dopo un suo twitter in cui raccontava del libro, il canale è esploso: centinaia di persone che si sono collegate a guardarlo. Io mi sono dimenticato di renderlo disponibile a chi, su questo sito, mi segue come autore. Per cui, scusare il ritardo, ecco a voi Debora Serravalle che interpreta “La mia mano destra”, da lei scritto (lo spettacolo) e interpretato. Musiche di Enzo Romano.

Buona visione!

A tutti i genitori di Giulia.

Mia moglie mi ha chiesto di scrivere qualcosa su Giulia Cecchetin, la ragazza presente su tutte le testate giornalistiche e trasmissioni televisive in questo momento. Non amo ed evito di cavalcare la cronaca.  Ho scritto e quindi lasciato invecchiare i pensieri così che fossero letti per trovare consiglio e non rabbia. Mia nipote, la più grande, si chiama Giulia, ed è forse per questo che mia moglie mi ha pregato di scrivere, non per cavalcare l’onda di rabbia sebbene possa essere giustificata, ma piuttosto per infondere benevolenza. Ho pensato perciò che sarebbe utile scrivere qualcosa che potesse essere di aiuto ai genitori. 

Penso che un genitore dovrebbe insegnare l’amore dell’uomo con azioni pratiche. La violenza dovrebbe essere una estranea tra le mura di casa ad un livello tale che vostra figlia la rigetti se mai la incontrasse in un compagno.

Evitate qualunque cosa a vostra moglie che non volete succeda a vostra figlia. Perché vostra moglie è figlia di un altro padre. E perché vostro figlio sarà il compagno di un’altra Giulia.

Non ho mai toccato mia moglie. Non ci ho mai nemmeno pensato. Ci ho litigato? Sì. Ma mai pensato di colpirla. Mai visto farlo. Mai lo avrei permesso. E negando tale permesso ho insegnato questo a mio figlio, e a mia figlia che assieme al suo compagno lo sta insegnando con azioni pratiche a sua figlia, mia nipote.

Non guarderei le trasmissioni televisive dove in nome di Giulia si distribuisce odio al proprio antagonista politico o sociale. Non lo fanno per Giulia.

Lavorerei per tenere distante l’odio in ogni sua forma, ma insegnerei che esiste e che bisogna riconoscerlo. Riconosci l’odio e promuovi l’amore.

Spiegherei che è pericoloso l’uso di medicine umorali, di droghe e di alcool. Se uno non ha stabilità e le cerca, figurati quanto è stabile quando le ha prese. E spiegherei ad una figlia che questo non riguarda solo l’abuso che ne potrebbe fare lei, ma anche quello delle persone vicino a lei perché  poco cambia se è vittima di violenza o di un incidente stradale.

Alza gli occhi dal tuo smartphone e osserva un estraneo con te sulla metro ed invia senza motivo amore. E se riesci, fallo con un altro. Potresti non credere che questo servirà ad evitare altre Giulie, ma sicuramente ti accorgerai che sarà servito a te.

Un’intervista

Un reporter indipendente mi incontra e mi chiede un’intervista dopo che avevo presentato il mio libro LA MIA MANO DESTRA ad una Festa della Nuova Umanità.

Una bella recensione

Ho ricevuto da una studentessa di Medicina questa recensione del mio libro la mia mano destra.

“La mia mano destra” è il libro scritto da un amico. E’ un’opera autobiografica e allo stesso tempo di denuncia pacata, di proposta costruttiva e di riflessione. Inaugurata dalla prefazione e introduzione di due medici, prosegue scandita da capitoli tematici (“La multa”, “Amelia”, “Patente”, “Talidomide”, “Il re è nudo”, “L’infanzia”, “Verrebbe a prendere un caffè da me?”, “Esposizione”, “Il saluto”, “Il lavoro”, “Il libro”, “Lo sviluppo della ricerca”, “Dissonanza”, “Il farmaco oscuro”, “Riabilitazione”, “I figli della Talidomide”, “I guadagni di questo libro”, “Epilogo”, “La ricevuta fiscale”).
Come si può intuire, il libro alterna episodi autobiografici dell’autore in relazione al suo handicap (amelìa della mano destra) a vicende e informazioni storiche sulla Talidomide (di cui molti conoscono solo in superficie) e a capitoli di riflessione personale e proposta attiva alle Istituzioni.
Leggendo questo libro, dallo stile semplice eppure così efficace, il lettore potrà imparare molte cose: chi e cosa dobbiamo ringraziare nonostante tutto per la nascita di una farmacovigilanza (ancora da perfezionare), il punto di vista di una persona che ha deciso coraggiosamente di guardare al suo handicap come ad una risorsa, focalizzandosi su ciò che c’è e sulle sue capacità, la mentalità di qualcuno che opera senza ipocrisie e in brutale onestà (è forse per questo che l’autore ama così tanto i bambini), i meccanismi e le modalità di un crimine farmaceutico che purtroppo possono ripetersi in ogni momento. Spesso la storia gioca brutti scherzi.
E’ oltretutto encomiabile lo sforzo dell’autore nell’individuare una via di mezzo, una soluzione intermedia agli estremismi che tanto dividono chi dovrebbe rimanere unito: “in medio stat virtus” e Donato, di “virtus”, ne ha da vendere.

Victoria Cremascoli

E’ accaduto, inaspettatamente.

Oggi sul quotidiano la Verità, la dott.ssa Silvana De Mari ha parlato del mio libro, La mia mano destra. Conosciuta mentre mi chiedeva di autografarle i miei libri che aveva diligentemente comperato, la Dottoressa, ospite principale della serata ha poi tenuto dopo di me la sua “performance”. Io avevo parlato di Talidomide e dello spettacolo che si era appena concluso sul mio libro, e lei di vaccini e quant’altro.

Qui copia dell’ articolo che potete leggere.

Che altro dire: grazie Dottoressa.