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Donato Salvia

Autore

La mia mano destra

Il primo libro

Nel 1958 una casa farmaceutica tedesca lanciò sul mercato un farmaco. A causa di poveri test di laboratorio, questo farmaco basato sulla Talidomide, causava malformazioni nei futuri bimbi le cui madri lo avevano assunto in gravidanza. Io sono uno di quelle migliaia di bimbi nati tra il 58’ e il 65 anno in cui il prodotto venne ritirato dal commercio.

Il libro narra della mia storia in relazione alla mia mano destra che è focomelica. Continua a leggere “La mia mano destra”

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Ripubblicato !!

Il secondo libro

il mio secondo libro è stato recentemente ripubblicato con Bookroad. Ha una nuova copertina e circa 70 pagine aggiunte alla prima edizione. Per chi aveva sospettato che ci fosse stato un seguito, beh questa edizione ha quel seguito. Non è ancora nelle librerie  ma è ordinabile  usando il link “acquista” sopra.

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Libriamoci , una esperienza didattica

Venerdì 15 novembre sono stato alla scuola “Gianni Rodari” di Lacchiarella per il programma “Libriamoci, giornate di lettura nelle scuole.”

L’idea era quella di avere degli autori che leggessero i libri ai bambini per stimolarli alla lettura. Non so se un autore legge meglio di altri. Io per l’occasione mi sono preparato leggendo ed interpretando con mia moglie i testi che gli insegnanti mi hanno passato. Non potevo leggere capitoli  dei miei libri poiché non  adatti a bambini dai sei ai dieci anni.

Mi sono lanciato in questa iniziativa per differenti ragioni:

la prima è che come nonno penso sempre a come migliorare la cultura di mia nipote che ora frequenta la prima elementare; lei mi impegna in un paio di sessioni di chiarimento di parole ogni settimana (tante parole nuove a volte sono un mistero che è meglio chiarire).

Ero  inoltre interessato a sapere cosa succedesse all’interno di una scuola al giorno d’oggi. Pensavo di poter imparare qualcosa e così è stato.

Per ultimo ero curioso di sapere se il mio contributo in qualità di lettore di storie potesse essere di aiuto nello stimolare interesse in questi piccoli potenziali lettori.

Venerdì mi sono trovato quindi a leggere delle brevi storie per 4 ore,  a orde di ottanta bambini alla volta divisi in classi, dalla prima alla quinta.

La prima lezione che ho imparato è che fare l’insegnante al giorno d’oggi comporta un impegno e la comprensione di alcuni fattori. Non è facile gestire 20 bambini. In primo luogo c’è la differenza, nella stessa classe, della capacità ricettiva. Puoi avere un bimbo che apprende velocemente e si annoia dopo pochi minuti e uno che ha finito l’ora e non ha proprio compreso. io ho visto bimbi comprendere e trarre conclusioni della storia lette e bimbi ancora bloccati sul primo pensiero. Alla domanda cosa l’autore volesse comunicare qualcuno ha risposto dicendo come si chiamava lui e il suo sopranome (piccolo punto iniziale della storia).

L’insegnante può sviluppare diversi metodi di trasmissione, ma il lavoro comporta un impegno costante. Lode quindi a coloro che insegnano in un mondo in cui i bambini sono agitati da una dieta ricca di zuccheri e addormentati da un bombardamento di immagini (ci sono bambini che iniziano a guardare la TV alle 7 di mattina cosa che io sconsiglio a qualunque genitore).

La seconda cosa appresa è la valutazione di ciò i bimbi ritengono piacevole . Durante la prima ora ho letto alle classi quarte  “Gli Sporcelli”, storia scritta da Roald Dahl. Avevo visto il film La fabbrica di cioccolato  dall’omonimo libro di questo autore. Il film mi aveva un tantino stupito per la sua leggera crudeltà (far affondare un bambino nella cioccolata per il fatto di essere goloso non è proprio un segnale educativo che io diffonderei…). Il libro gli Sporcelli racconta di un personaggio e di sua moglie che vivono in un livello di igiene bassissima in una vita di scontrosità e scherzi di pessimo gusto, è amato tantissimo. La storia ha coinvolto molto i bambini e alcuni mi hanno confermato di avere letto il libro e di averne altri. Come diceva mamma non è bello ciò che è bello…

Trasmettere delle nozioni ai più piccoli (classi prime e seconde) penso sia la sfida più impegnativa per un insegnate. Questi piccoli devono entrare nel nuovo mondo di segni che devono comprendere e  che da ora in poi  trasmetteranno loro molto del sapere, sapere che  invece stanno apprendendo attraverso l’osservazione diretta. Ho visto questi bimbi diventare nervosi dopo meno di 15 minuti di ascolto della storia che era stata scelta apposta (le loro gambe che non arrivavano a terra hanno iniziato a muoversi avanti ed indietro, segno che io ho notato e ho chiesto di intensificare facendolo diventare un gioco *).

Da questa mia esperienza posso apprendere che la trasmissione da un insegnante ad un gruppo di bimbi non sia cosa semplice. Immagino che i programmi didattici siano scritti da persone che non frequenta la scuola in modo così diretto. Penso infine che la trasmissione, la cultura dei piccoli e la loro sete di sapere sia una delle priorità di qualsiasi civiltà che vuole avere e  mantenere questo nome in futuro.

Un ultimo consiglio che voglio dare a tutti i genitori: prima di criticare un insegnante (che  in una giornata storta e difficile può fare qualcosa di inopportuno) dovreste passare una mattinata in una classe con venti bambini.

*Ho scoperto che quando una persona fa qualcosa fuori dal suo controllo, tipo per un bimbo mettersi le mani nel naso o muovere le gambe nervosamente, la richiesta o minaccia di sospendere l’attività è la cosa che funziona di meno. Il fatto di far ripetere l’azione sotto il controllo del bimbo è invece più efficace. Provare per credere.

Recensione

Sto finendo di leggere questo romanzo: I Leoni di Sicilia scritto da Stefania Auci. In qualità di scrittore, mi aveva catturato il fatto  che avesse venduto i diritti in 5 paesi prima ancora che il libro fosse pubblicato. 

Mi ha gradualmente coinvolto e devo ammettere che l’autrice è stata molto brava nella costruzione della storia. Non si erge a insegnare qualcosa, ma leggendolo impari molto. Non vuole annoiare con pizzi e merletti letterari e ne mette il giusto, accompagnando la storia, ma mai rallentandola. Non ha il rispetto dei tempo delle vicende raccontate (salta un mese poi due anni etc.) tenendo sempre il lettore fuori da quella noia che i romanzi storici potrebbero indurre. Non penso sia una penna fuori dal comune, ma rimedia ampiamente con una capacità ingegneristica nella costruzione del libro seconda a pochi. Lo consiglio! 

 

Il tuo Sole

Puoi far sì che il tuo Sole illumini e scaldi tutti gli amici.

Puoi spegnerlo e lasciare al freddo e buio i tuoi nemici.

Puoi avere tanti amici e andar fiero del numero dei tuoi nemici, Continua a leggere “Il tuo Sole”

i diritti calpestati

La seguente è una storia di fantasia senza nessun sostegno storico.

Nel villaggio di Rolulas, in quella parte della  Francia che  si affaccia sulla Manica, i soldati della Roma imperiale comandati da Augusto si erano da anni ritirati a vita civile. Avevano trovato una terra fertile, una popolazione locale accogliente con cui si erano mischiati formando nuove famiglie e soprattutto una comunità che,  con la cultura romana, era ben gestita. Augusto, il comandante della legione,  non aveva imposto la sua leadership ma questa era stata riconosciuta dalla gente del villaggio.  L’organizzazione politica della  comunità era stata impostata in modo semplice: esisteva un piccolo senato composto da tutti i rappresentanti delle professioni che si erano sviluppate al suo interno: fabbri, falegnami, commercianti e  il capo della polizia con al seguito alcuni valorosi  che avevano lo scopo di mantenere l’ordine e proteggere i confini, panettieri e via dicendo. Continua a leggere “i diritti calpestati”

Un saluto al maestro.

In ritardo, banale ma dovuto mi appresto a salutare Camilleri.

Ti ho conosciuto tardi nel 2006 a Copenaghen dove una Bergamasca leggeva l’ibrida lingua mista di italiano, siciliano e viganese. Mi chiesi chi fosse quel pazzo che scriveva in quel modo. Ma la passione dell’amica bergamasca mi trascinò a leggerti.

Nel finale del mio primo libro prendo delle distanze tra la mia e la tua bravura per non offenderti. Montalbano mi ha accompagnato e insegnato tante cose sulla tua Sicilia. “Il casellante” mi ha fatto capire più di mille documentari cosa la mafia fosse e come fosse nata in un’isola così dignitosa.

Grazie di tutto. Lascia qui la mia invidia per la tua capacità di scrivere.

In ricordo ad una amica

Immagino che sia venuto il momento  di salutarci, un momento che non abbiamo mai considerato e forse per questo ci trova un po’ smarriti.

Io ho gioito della vostra compagnia, delle felicità condivise e delle mete insieme raggiunte con voi tutti, parenti ed amici miei. Non avrei potuto avere fortuna migliore.

Ora siete impreparati a questo saluto, ma vorrei dirvi che questo è solo un nuovo inizio.

Non abbiamo pensato a questo momento quando abbiamo giocato, lottato e gioito per le cose che abbiamo ottenuto.  Ma non ce ne è bisogno, perché ancora giocheremo, lotteremo e avremo gioie da condividere.

Grazie a tutti.

Mercoledì si è tenuto la diretta FB al covo della Ladra, libreria di Milano specializzata in gialli e noir. Mariana è una splendida libraia con la quale abbiamo organizzato l’evento, lei ha un appuntamento stabile di questo tipo per promuovere i libri che le sono piaciuti.

Mercoledì è toccato a me. Non penso di aver Continua a leggere “Ci sono stato o no?”

Io non ci sto

Cultura s. f. [dal lat. cultura, der. di colĕre «coltivare», part. pass. cultus; nel sign. 2, per influenza del ted. Kultur]. – 1. a. L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo. (Vocabolario Treccani)

A seguire i giornali che leggo distrattamente o altri media, sembra che la cultura e principalmente la comunicazione tra le persone, si sia spostata ad un livello di offesa. Sembra che l’interesse sia maggiormente catturato da querelle, soprattutto se di bassa lega.

Sono addirittura arrivato a comprendere che una maggior visione del mio ultimo libro scaturirebbe da una mia affermazione forte tipo: “Cari francesi ben vi sta: Notre Dame brucia perché create guerra in Libia”. Ora a parte il fatto che le due cose non hanno relazione, a parte il fatto che il mio libro non parla di questo, abbandonerei la strada della cultura per intraprendere la strada del successo economico a discapito del conoscere.

Alle tante barbara d’urso, bonolis, maria defilippi  e i loro reality e trasmissioni da quattro soldi, io applaudo Alberto Angela che  spero riesca a far capire ai vari manager della tv che forse tutto questo trash un giorno gli si rivolterà contro. Io non ci sto a convincermi che la realtà sia quella dei reality, perché ancora oggi, se offro il posto sulla metropolitana le persone mi ringraziano, se chiedo un informazione gentilmente per strada i locali me la danno e questo è ben distante da quello che qualcuno vuol far credere sia “la realtà”. Questa realtà esiste nella sua mente malata e io non ci sto a convincermi di essa.

 

Da ieri in libreria

Da ieri il romanzo Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi, pubblicato da Leone Editore è ufficialmente disponibile nelle librerie. Un ottimo obbiettivo. Ora dirigiamoci al prossimo.

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