Le nuove crociate: Sensazioni verso Spiritualità

Una veloce analisi storica delle crociate   fa scoprire un’evidente incongruenza: lo scopo spirituale della Religione è stato perseguito dall’uomo con la spada.

Chi si occupa di Spiritualità, dell’Anima, di Dio (qualunque esso sia) non può da questo gradino scendere ad usare la spada per sconfiggere dei corpi. In qualsiasi Religione troviamo espressa in differenti modi, la Regola Aurea, o differenti versioni del “porgi l’altra guancia” che potrebbe essere letto con: non scendere a sfide violente tu che sei interessato all’Anima.

Lo scontro presente sulla Terra  è da lungo tempo  tra la Spiritualità e l’esaltazione delle sensazioni corporee.

Dalla parte delle sensazioni corporee troviamo esasperazione per sensazioni sessuali, non importa con chi o con quali corpi, preoccupazione ossessiva per la salute fisica e l’aspetto.  Diventa quindi più importante il fisico della morale, l’aspetto esteriore delle intenzioni interiori e l’apparire dall’essere. Si arriva, perdendo di vista l’anima o la parte spirituale, ad affidarsi a qualsiasi cura per il mantenimento del corpo, all’uso sfrenato della chirurgia plastica, all’abbandono di valori come amicizia, coraggio, fedeltà ed integrità, perché saltare in un incendio per salvare un amico può farti perdere il tuo corpo.

Persi i valori di cui sopra a cui si aggiunge Onestà, la vera Felicità, non la sensazione effimera di arrivare a possedere, è smarrita, addirittura sconosciuta.

Di fronte abbiamo quindi homo sapiens verso Esseri spirituali. Credenti del materialismo contro Uomini.

La battaglia però non ha senso di esistere, perché nell’ambito delle attività spirituali la spada è sconosciuta. Al “contingente” mosso dalla spiritualità basta far ricordare ad altri che sotto l’apparire, sotto un corpo perfetto c’è un individuo che soffre per la perdita della vera felicità che lui otterrebbe nel ritrovare sé stesso.

E così le  Chiese e le Fedi non dovrebbero concentrarsi sui decreti dei politici senz’anima, fare battaglie e proporre scontri, ma concentrarsi su attività che innalzino l’Anima e la parte Spirituale dell’uomo che stanno venendo minate dal materialismo.

E solo allora l’Amore di coppia verrà differenziato dalla sensazione sessuale,  i rapporti personali saranno più importanti di una salute estetica del corpo, solo allora  la Morale e l’Etica diventeranno più importanti del conto in banca e dei beni che mostrano un successo fittizio. L’ultima auto sportiva non rimedia alla solitudine di una vera amicizia.

La Spiritualità ed il ritorno ad essa può sconfiggere tutti i decreti e le leggi del futuro, perché non saranno di moda e desiderati, se la salute del corpo sarà meno importante della partecipazione ad un rito, dell’abbracciarsi per la felicità.   

Lasciamo le nuove crociate e torniamo a ricordare all’Uomo di essere ciò che è. Tutti vinceremo, tranne la spada che resterà triste nel fodero.

CHI SONO GLI EROI DEI NOSTRI FIGLI E CHI LI SCEGLIE.

Ho fatto parte degli appassionati di Goldrake, un’astronave guidata da un umano in una serie di cartoni animati alla fine degli anni settanta, per cui è normale che i nuovi eroi di quaranta anni dopo faccia fatica a capirli. I miei genitori ascoltavano musica per me irreale, e loro non capivano la mia. Comprendo che da una generazione ad un’altra (e quarant’anni sono quasi due generazioni) i gusti siano notevolmente cambiati.

Il messaggio però no, il cambiamento del messaggio, quello non lo capisco.

I miei eroi erano belli, educati, vincenti. Si vestivano solitamente bene. Erano dei personaggi da ammirare e in definitiva una meta da raggiungere.

Anche la mitologia antica proponeva personaggi evidentemente irreali che però, nella loro altezza di Dei o eroi, insegnavano valori, etica, fierezza ed altro.

Oggigiorno, con la scusa di “portare la vita nella TV”, questa si è trasformata in spazzatura con programmi dove chiunque può urlare e dare il peggio di sé.  

Ma nel caso degli adulti esiste il proprio potere di scelta. Nessuno ti obbliga a vedere il Grande Fratello VIP (chissà se i partecipanti hanno letto il libro di George Orwell da cui è preso il nome) o altri programmi compresi quelli di giornalismo/culturale (scritto in minuscolo di proposito) dove la pratica è quella di urlare più forte di altri per aver ragione.

Tornando alla tendenza, questa investe anche il mondo dei bambini.

Spesso i cartoni di oggi, su cui a volte mi cade l’occhio e gli eroi in essi, sono l’opposto. Sembra che sia stata introdotta una tendenza, sotto l’ombrello del politicamente corretto, che prevede personaggi differenti: gli eroi devono scendere dalla cima della loro altezza ed essere normali, anzi possibilmente un po’ più messi male di noi, magari paurosi o paranoici, perché “chi non ha delle ansie al giorno d’oggi?”.

E mentre i canali dei cartoni abbondano ed amplificano la loro programmazione (ho trovato cartoni a mezzanotte e alle sei del mattino), Youtube kids propone deficienti in famiglia che fanno giochi a volte impressionanti per i piccoli. Non sono poche le notti perse da mia nipote non proprio neonata, a causa di video un po’ “pesanti” propinati non si capisce da chi.

Che questo sia un programma prestabilito per indebolire le generazioni future ed averle paranoiche già da piccoli io non lo so. Certo è che bambini che cacciano bisce come quelli dei miei tempi sono un po’ più difficili da soggiogare.  

In ogni caso, controtendenza a tutto questo, mi sto dedicando alla scrittura di piccoli racconti per bambini dove non manchi il fantastico e dove i valori del buono, educato e bravo a scuola siano rimessi sulla passarella, perché in fondo in fondo, solo dei pazzi vorrebbero i loro figli maleducati, cattivi e perdenti a scuola.

Donato Salvia

Ora disponibile su Amazon

Da oggi disponibile su Amazon i nuovi racconti dei Mutantini, piccoli bambini con  poteri di Mutanti. Le avventure vengono raccontate da Giuly, la loro compagna che scopre i loro poteri. Ne nascono differenti avventure che vedono il gruppo divertirsi e fare cose fantastiche.

https://www.amazon.it/s?k=Giuly+e+i+mutantini&i=stripbooks&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss

I racconti introducono il bambino anche a nuove scoperte di carattere didattico, come la corrente, le stagioni e il tutto con delle semplici definizioni per parole ritenuti difficili per i piccoli.

Grazie Ricky!

un video di ringraziamento a Riccardo Penati.

Bibliografia in video

Alla pubblicazione su Amazon del mio libro didattico (era uscito, ritirato e ora riuscito), dovuto ad altri lavori che usciranno nell’immediato (entro febbraio), ho pensato di fare un po’ di ordine e registrare la mia bibliografia in video. Buona visione.

Privacy, questa sconosciuta.

Ho appena finito di registrare un video che spiega le ragioni per cui molti sono migrati da WhatsApp ad altre App. Dei molti pochissimi però sanno perché. Il video potrebbe essere di aiuto.

https://rumble.com/vdkkgd-privacy-la-sua-storia-e-le-conseguenze-della-sua-violazione.html

La vendicatrice invisibile

 

Arrivato oggi nella cassetta della posta, il libro dal titolo Phantom Puch, una raccolta di trenta racconti horror pubblicato da Sensoinverso Edizioni. Tra i racconti, è presente anche uno mio che avete la possibilità di scaricare e leggere.

La vendicatrice invisibile

Buona lettura!!

Privacy, questa sconosciuta

Leggo con una sensazione di stordimento la creazione e l’uso di una app di tracciabilità istituita in Cina contro il diffondersi del COVID-19 alla fine della quarantena. Apparentemente tutti gli spostamenti delle persone, chi frequentano, etc  saranno disponibili a scopo preventivo.
Sembra anche che tale soluzione sia allo studio in occidente incuranti della potenziale violazione della privacy di tale tracciamento. Come in altre controversie tra la Privacy e altri diritti (Privacy e il diritto di stampa, Privacy e il diritto alla salute), è possibile che la Privacy ne esca sconfitta. Ho pensato quindi di inserire sotto il capitolo della storia della Privacy tratto da un mio libro, che spiega perché essa è inserita all’interno dei Diritti Universali sanciti dalle Nazioni Unite nel 1948.       Il racconto è presentato con una novella, come tutto il libro sul soggetto pubblicato a luglio del 2019. Il libro, affrontando un soggetto  “pedante”, è stato così scritto – con novelle scorrevoli e divertenti – allo scopo di renderlo leggero a lettori meno preparati . 

Continua a leggere “Privacy, questa sconosciuta”

Progetto didattico

Mia nipote ha cominciato lo scorso settembre la sua prima elementare. Ho seguito con interesse le sue vicende di studente e ad un certo punto ne sono stato coinvolto. Per me l’esperienza è stata simpatica ed ho cominciato a prendere delle note per un nuovo libro.

Eccovi l’introduzione.

Introduzione
 

“I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso.”  Christian Bobin

Io non sono un maestro ma un nonno che adora sua nipote Giulia.

Mio padre usava il termine studiare nella sua definizione più primitiva: osservare qualcosa da cui apprendere delle informazioni, informazioni che in seguito aiuteranno a risolvere un problema. Mio padre aveva conseguito la quinta elementare. A volte me lo trovavo a guardare una scala a cui doveva fare una ringhiera di ferro battuto, e informandomi di cosa stesse facendo, lui rispondeva che la stava studiando.  Questa accezione della parola studio  è quella che adoro di più perché alle persone piace studiare come descritto da mio padre, alle persone piace apprendere e conoscere. Ma sembra che  una altissima percentuale di loro smarrisca questa abilità e piacere durante la scuola.

Nella mia attività oltre che aver scritto libri, ho anche fatto l’istruttore  su materie di carattere tecnico. Nel mio lavoro mi hanno pagato per spiegare come funzionava l’installazione di reti. Era iniziato per scherzo, però qualcuno mi aveva notato ed aveva iniziato a pagarmi  per questo. Ho quindi una discreta esperienza nella trasmissione di concetti e di nozioni così che possano essere usati. Mi sono trovato ad essere ammirato da ingegneri mentre spiegavo loro la differenza tra “digitale” e “analogico” e mi sono trovato insieme ad installatori che capivano quello che dovevano fare solo per la corretta enfasi su nozioni importanti nelle istallazioni. Conosco la tecnologia di Studio del filosofo americano L. Ron Hubbard, che mi ha permesso e ancora oggi lo fa, di studiare e di interessarmi alle cose. 

Quest’anno la mia nipotina Giulia ha cominciato il suo primo anno scolastico. Per piacere ho cominciato a prendermi cura dei suoi compiti scoprendo però che l’attività non era veramente scontata e semplice. Mentre l’aiutavo con i suoi compiti mi sono ripromesso di scrivere degli appunti per realizzare in futuro un testo interessante per chiunque voglia saperne di più sulla trasmissione di concetti e che voglia soprattutto far vincere i propri figli o nipoti nella vita non facendogli perdere la capacità di apprendere, abilità fondamentale per avere in futuro delle persone di valore e soprattutto libere.

Aspetto commenti e critiche !

Libriamoci , una esperienza didattica

esercizio di comunicazione
Esercizio di comunicazione

Venerdì 15 novembre sono stato alla scuola “Gianni Rodari” di Lacchiarella per il programma “Libriamoci, giornate di lettura nelle scuole.”

L’idea era quella di avere degli autori che leggessero i libri ai bambini per stimolarli alla lettura. Non so se un autore legge meglio di altri. Io per l’occasione mi sono preparato leggendo ed interpretando con mia moglie i testi che gli insegnanti mi hanno passato. Non potevo leggere capitoli  dei miei libri poiché non  adatti a bambini dai sei ai dieci anni.

Mi sono lanciato in questa iniziativa per differenti ragioni:

la prima è che come nonno penso sempre a come migliorare la cultura di mia nipote che ora frequenta la prima elementare; lei mi impegna in un paio di sessioni di chiarimento di parole ogni settimana (tante parole nuove a volte sono un mistero che è meglio chiarire).

Ero  inoltre interessato a sapere cosa succedesse all’interno di una scuola al giorno d’oggi. Pensavo di poter imparare qualcosa e così è stato.

Per ultimo ero curioso di sapere se il mio contributo in qualità di lettore di storie potesse essere di aiuto nello stimolare interesse in questi piccoli potenziali lettori.

Venerdì mi sono trovato quindi a leggere delle brevi storie per 4 ore,  a orde di ottanta bambini alla volta divisi in classi, dalla prima alla quinta.

La prima lezione che ho imparato è che fare l’insegnante al giorno d’oggi comporta un impegno e la comprensione di alcuni fattori. Non è facile gestire 20 bambini. In primo luogo c’è la differenza, n

classi quarte

ella stessa classe, della capacità ricettiva. Puoi avere un bimbo che apprende velocemente e si annoia dopo pochi minuti e uno che ha finito l’ora e non ha proprio compreso. io ho visto bimbi comprendere e trarre conclusioni della storia lette e bimbi ancora bloccati sul primo pensiero. Alla domanda cosa l’autore volesse comunicare qualcuno ha risposto dicendo come si chiamava lui e il suo sopranome (piccolo punto iniziale della storia).

L’insegnante può sviluppare diversi metodi di trasmissione, ma il lavoro comporta un impegno costante. Lode quindi a coloro che insegnano in un mondo in cui i bambini sono agitati da una dieta ricca di zuccheri e addormentati da un bombardamento di immagini (ci sono bambini che iniziano a guardare la TV alle 7 di mattina cosa che io sconsiglio a qualunque genitore).

La seconda cosa appresa è la valutazione di ciò i bimbi ritengono piacevole . Durante la prima ora ho letto alle classi quarte  “Gli Sporcelli”, storia scritta da Roald Dahl. Avevo visto il film La fabbrica di cioccolato  dall’omonimo libro di questo autore. Il film mi aveva un tantino stupito per la sua leggera crudeltà (far affondare un bambino nella cioccolata per il fatto di essere goloso non è proprio un segnale educativo che io diffonderei…). Il libro gli Sporcelli racconta di un personaggio e di sua moglie che vivono in un livello di igiene bassissima in una vita di scontrosità e scherzi di pessimo gusto, è amato tantissimo. La storia ha coinvolto molto i bambini e alcuni mi hanno confermato di avere letto il libro e di averne altri. Come diceva mamma non è bello ciò che è bello…

Trasmettere delle nozioni ai più piccoli (classi prime e seconde) penso sia la sfida più impegnativa per un insegnate. Questi piccoli devono entrare nel nuovo mondo di segni che devono comprendere e  che da ora in poi  trasmetteranno loro molto del sapere, sapere che  invece stanno apprendendo attraverso l’osservazione diretta. Ho visto questi bimbi diventare nervosi dopo meno di 15 minuti di ascolto della storia che era stata scelta apposta (le loro gambe che non arrivavano a terra hanno iniziato a muoversi avanti ed indietro, segno che io ho notato e ho chiesto di intensificare facendolo diventare un gioco *).

Da questa mia esperienza posso apprendere che la trasmissione da un insegnante ad un gruppo di bimbi non sia cosa semplice. Immagino che i programmi didattici siano scritti da persone che non frequenta la scuola in modo così diretto. Penso infine che la trasmissione, la cultura dei piccoli e la loro sete di sapere sia una delle priorità di qualsiasi civiltà che vuole avere e  mantenere questo nome in futuro.

Un ultimo consiglio che voglio dare a tutti i genitori: prima di criticare un insegnante (che  in una giornata storta e difficile può fare qualcosa di inopportuno) dovreste passare una mattinata in una classe con venti bambini.

*Ho scoperto che quando una persona fa qualcosa fuori dal suo controllo, tipo per un bimbo mettersi le mani nel naso o muovere le gambe nervosamente, la richiesta o minaccia di sospendere l’attività è la cosa che funziona di meno. Il fatto di far ripetere l’azione sotto il controllo del bimbo è invece più efficace. Provare per credere.