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Donato Salvia

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Biografia

Rinascimento e Arte

Una cara amica che si occupa di arte si congratula con me per il recente post, ma discute e ne disapprova una parte poiché secondo lei  l’arte non sempre viene compresa. Lei è una restauratrice affermata. E il periodo di decadimento storico di una nazione si mostra proprio nell’incùria che si ha per i bei prodotti che l’Arte ha disseminato.

Si scontrano quindi due teorie: viene prima la creazione artistica, o viene prima la rinascita culturale ed economica di una nazione?

Il quesito quindi è : L’Arte crea il Rinascimento di una nazione o essa è il prodotto di tale Rinascimento ?

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il Farmaco Oscuro

questo post viene dal mio precedente blog, ma era molto piaciuto ed ho pensato di recuperarlo.

Riferendoci all’Olocausto parliamo di milioni di Ebrei ai quali è fu tolto ogni diritto, ogni proprietà e la vita stessa. Vennero incluse nello sterminio anche altre categorie come i matti, i dementi e gli zingari che passarono in secondo luogo essendo di numero inferiore. Continue reading “il Farmaco Oscuro”

Chi è Donato Salvia.

Sono un uomo sposato con due figli che nel 2010 ha scritto la propria storia nel libro “la mia mano destra”. Il libro non viene scritto per essere pubblicato, ma per spiegare ad amici anche intimi perché sono senza la mia mano destra. Anche se in confidenza, nessuno lo chiede. Io non ho nessun problema a parlare della mia mano per cui scrivo questa storia, la mia, piena di vicende simpatiche sulla mia mano  accompagnate da un binario molto chiaro: si può vivere bene anche senza la propria mano.  La primo fan è mia moglie che suggerisce di pubblicarlo.

In seguito mi rendo conto che mi piace scrivere, mi piace comunicare attraverso le parole  scritte (e anche quelle parlate) e mi lancio in un progetto più impegnativo : “Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi”. Ero stato in Libia per lavoro una settimana prima che scoppiasse la rivolta di Bengasi e rimasi colpito dal fatto che un agente letterario mi commentò come scandaloso il fatto che noi italiani fossimo andati in guerra, noi italiani che, per costituzione, siamo contrari alla guerra. Il libro non è contro o a favore di Gheddafi, ma è un romanzo giallo in cui l’autore si trova in Libia durante lo scoppio della guerra. E’ in assoluto un messaggio contro la guerra e la creazione della stessa.

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