Ho lasciato passare qualche giorno prima di scrivere su questo argomento del terrorismo e delle vicende che hanno turbato il mondo occidentale.

C’è comunque molta relazione tra le vicende e i due libri che questo sito promuove.

La Talidomide (il farmaco che ha causato negli anni cinquanta e sessanta la nascita di circa ventimila bambini nati con difetti genetici in molti paese dell’Europa e  dell’Australia ) è una droga del significato inglese del termine ossia: “una sostanza chimica come un narcotico o allucinogeno, che colpisce il sistema nervoso centrale, causando cambiamenti nel comportamento  e dipendenza.

La guerra denunciata sul romanzo “Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi” ha aperto la porta ad un corridoio di persone che arrivano in Italia creando un mercato di schiavi, un caos territoriale e un paese (la Libia) ora senza un governo, con ISIS su una parte del suo territorio e  varie tribù criminali.

Tornando ai fatti avvenuti in questi giorni leggo che il ragazzo che ha compiuto la strage nel centro commerciale di Monaco era in cura psichiatrica per depressione. Non posso affermarlo con certezza essendo le sue cartelle cliniche non disponibili, ma sono quasi sicuro che la sua cura si basasse su potenti farmaci psicotropi.

Mohamed Lahaouiej Bouhlel, responsabile della strage di Nizza, era conosciuto alle forze dell’ordine come uno spacciatore, violento, che faceva uso di droghe. Era separato dalla moglie e dalla descrizione appare distante dal perfetto mussulmano, mentre un complice arrestato aveva in casa sua oltre alle armi 200 grammi di cocaina.

 Salah Abdeslam, era conosciuto alle forze dell’ordine Belghe per le sue storie di spaccio e sull’uso di cannabis e alcool, era conosciuto come responsabile di un locale chiuso per aver trovato all’interno sostanze allucinogene. Anche lui ben lontano da essere un buon mussulmano  come testimonia la seguente dichiarazione :

“Salah qui lo conoscevano tutti. Non ha mai frequentato una moschea, anzi. Da lui ho comprato un po’ di marijuana qualche anno fa. Era un bulletto, un criminale comune, aveva una sua banda con cui andava in giro a spacciare droga”, dice Jean, un residente di Molenbeek. Eppure viene arruolato di buon grado per fare la strage. Nella stanza dell’Hotel usato dal commando sono state trovate siringhe. Nel corpo di uno degli attentatori della strage sulla spiaggia di Sousse sono state trovate tracce di un farmaco illegale che viene prodotto ora in Siria e che (cito)  “crea una specie di euforia: non dormi, non mangi, ma le energie non ti mancano”.  Il Captagon.

La talidomide ha le sue origini di ricerca nella richiesta di Adolf Hitler di trovare una sostanza chimica che potesse inibire gli effetti del gas nervino. Nella sua mente contorta voleva usare il gas durante la guerra e se avesse trovato una sostanza che poteva proteggere i soldati tedeschi dall’uso della stessa sostanza da parte degli alleati, avrebbe potuto liberamente attaccare con questa arma vietata. Medici pazzi come lui iniziarono la loro ricerca negli “ospedali” di Auschwitz usando i prigionieri come cavie.

L’intreccio tra droga e male è quindi segnato dalla storia a cominciare dal mondo persico dove i killer erano drogati (l’etimo di assassino è Ḥashīshiyyīn ovvero uomini dediti all’hashish ) per compiere il loro lavoro.

Anche nei momenti di maggior rabbia, la peggiore delle persone che io ho conosciuto avrebbe sì picchiato il proprio nemico, forse lo avrebbe colpito anche a morte, ma mai avrebbe preso un camion e si sarebbe lanciata su una folla innocente, mai avrebbe preso un aereo e si sarebbe infilata in un grattacelo. La stessa dinamica della propria salvaguardia glielo avrebbe impedito, a meno che non fosse sotto l’effetto di sostanze alteranti così forti da non fargli intendere cosa effettivamente stesse facendo.

Quanto sopra non è una giustificazione  o un attenuante per le azioni delle persone citate. Voglio solo condurre l’attenzione su quanto vadano a braccetto interessi criminali e spaccio di stupefacenti – alcuni anche legalizzati noti come farmaci psicotropi – e come possa oggi apparirmi irreale che esiste un disegno di legge per legalizzare la cannabis in Italia con stupidate su quanto sia innocuo il suo uso.

Ora  non possiamo fare nulla per le vittime del Talidomide, non possiamo far

e nulla per i familiari dei morti innocenti delle stragi di Oslo e Utoya (sì anche Breivik il pazzo che uccise sessantanove persone era drogato) e tutti gli altri, ma possiamo valutare che l’introduzione di sostante psicotrope sia dannosa e non sia una soluzione a nessuna delle malattie che sostengono di poter guarire a livello mentale.

A volte parlare di terrorismo rende di più che parlare di drogati, esaltati e votati alla pazzia, sia che questa si manifesti in termini di nazismo che in termini di estremismo, ma la verità potrebbe mettere delle basi chiare alla sconfitta del terrore: Invece di investire soldi nel bombardare, appoggiamo dei validi programma di recupero per tossicodipendenti, in modo da diminuire il numero di insani che potrebbero essere arruolati dai veri pazzi criminali. Investiamo sulla diminuzione dell’uso di sostanze stupefacenti, invece che su missili e maggior numero di poliziotti nelle strade che a quanto pare, non stanno ottenendo quel maggior clima di pace desiderato dall’uomo della strada.

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