400 Parole al giorno 2/28

Articolo 2 di 28

Furto di te (seconda parte)

Isa non sapeva poi se gli impegni del marito o la poca cura di Dio verso di lei le avessero negato anche la gioia della gravidanza e dell’essere mamma, anche se questo non era un grosso patema per lei. Sta di fatto che un figlio non arrivava. E quando la sera si ritrovava a vedere un film alla televisione mentre il marito era immerso nei conti ed internet, mai pago dei soldi che stava facendo, la sua nostalgia maggiore era la mancanza di interazione con un uomo che lei aveva sperato l’avrebbe fatta sentire importante. Fino al giorno in cui, dietro indicazione della sua amica, aveva aperto un profilo social.

Aveva cominciato timidamente a interagire fino a trovarsi al centro di varie chat ed in seguito lei stessa ne aveva aperto una di sua iniziativa nella quale scriveva ricette; non che lei fosse una cuoca provetta, ma il fatto di essere presente e rispondere alle richieste la spingeva a trovare e sperimentare nuove esperienze di cucina, abilità che fino ad allora era stata poco riconosciuta da chiunque. Aveva trovato e scritto vecchie ricette della mamma e della zia e aveva creato un vero e proprio blog in cui riceveva quel magnifico componente di cui si ubriacava: l’attenzione. Era riuscita con tatto a farsi lasciare dal marito un portatile datato che lui usava per la ditta e farne la sua principale arma di battaglia. Riccardo poco notava l’attività della moglie alla quale del resto aveva sempre riservato poca importanza e sicuramente non aveva badato alle sue peripezie nel web, quello era un mondo che vuoi per motivi di lavoro, vuoi per noia, vuoi per supponenza, lui frequentava poco e niente. Non soffrivano per il loro rapporto ma erano affetti da una più grave malattia: abbandono di coppia celato da interessi e aspettative fittizi.

Ogni sera ognuno batteva sui tasti dividendo un “faccio il caffè ne vuoi?” o “c’è del gelato?” come unici rapporti e comunicazioni. Riccardo nascondeva i propri successi finanziari per paura che questi potessero essere rivelati incautamente dalla moglie e lei non raccontava i suoi convinta che non fossero importanti. E poi le piaceva avere questo rapporto con i mille utenti con cui scambiava idee ed emozioni digitali e tenerlo per sé, come se questo avvalorasse la sua soddisfazione.

400 Parole al giorno

Articolo 1 di 28

Furto di te (prima parte)

Isa era una donna semplice che aveva sposato Riccardo, un uomo meno semplice. Il loro amore era cominciato in una discoteca di provincia ed era finito in un matrimonio come tanti.

Isa aveva continuato ad essere la semplice ragazza di provincia intenta nella cura della casa, nelle poche amicizie frivole che aspettavano le vacanze estive per avere un’impennata di entusiasmo.

Riccardo invece aveva avuto una notevole svolta quando era andato a lavorare come impiegato prima, e agente di commercio poi, in una azienda che lavorava e produceva caffè. Il numero di viaggi e di persone che frequentava era nettamente superiore a quello della moglie. Le trattative e gli impegni lo avevano portato dall’essere un ragazzo di provincia a diventare un mercante raffinato del prodotto più usato dagli italiani dalle sei alle dieci del mattino. Ma non era questo che lo aveva cambiato. Quello che lo aveva cambiato era la quantità di denaro che vedeva ogni giorno e il potenziale guadagno che lui poteva fare. Diventare un agente di commercio era stato inevitabile e quando aveva scoperto che poteva gestire una parallela attività di compravendita per tutti quei commercianti che richiedevano un chilo di caffè sottobanco che poteva alleggerire la loro dichiarazione dei redditi nonché la sua, ci si era buttato riuscendo ad arricchirsi in modo quasi frenetico.

Aveva pensato di tenere nella sua vita un profilo basso e mentre da una parte lottava per non far scoprire alla sua società da cui era stipendiato il suo business con mille bugie e altrettanti sotterfugi, dall’altra era impegnato a nascondere i suoi profitti illeciti da chi in effetti in qualche modo glieli aveva procurati: Agenzia delle entrate.

Riccardo aveva intrapreso una serie di studi a cui si era trovato particolarmente portato per insabbiare i suoi guadagni, e mentre accumulava ricchezze in un conto cifrato, viveva una vita provinciale anonima e agli occhi di altri quasi povera. Questa necessità di avere il piede in due scarpe sia in termini lavorativi che in termini di guadagno aveva cambiato il carattere semplice e simpatico dell’uomo che Isa aveva conosciuto anni prima in discoteca.

Riccardo era ossessionato nelle spese e a volte ostentava un profilo basso maggiore di quello necessario e negava ad Isa soddisfazioni che altre sue amiche avevano tipo la gita della parrocchia all’estero o un albergo diverso per l’estate invece che la solita pensione a Rimini che dopo dieci anni le stava molto stretta. (segue sul prossimo articolo in uscita lunedì 2 agosto)