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Donato Salvia

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Concorso di fotografia per Mamme

Questa piccolo concorso è indirizzato a sostenere la campagna IOGLIRESTOACCANTO, campagna nata per aiutare  le mamme nella gestione dell’istruzione dei loro bambini.

Il concorso richiede che tu mandi una o più foto, anche da cellulare, che promuovano e comunichino al massimo il concetto di seguire i propri figli ed essergli accanto nella loro istruzione primaria.

Le tre migliori foto vinceranno un libro sul soggetto, spedito a casa e senza nessun costo con firma e ringraziamento dell’autore.

Le foto verranno selezionate e una volta scelte verrà spedita al tutore/genitore presente nella foto una liberatoria per l’uso sui social per il solo scopo della campagna.

Alcuni consigli:

  • sorridete e fate sorridere i vostri bambini,
  • curate l’ambiente dietro di voi togliendo cose che potrebbero risultare in disordine o di distrazione
  • tenete una distanza appropriata che permetta di vedere i particolari, e fate in modo di non avere  parti mancanti o essere troppo distanti
  • fate attenzione alle sorgenti di luce alle vostre spalle.

Le foto andranno indirizzate a lamiamanodestra36@gmail.com entro il 15 di luglio.

 

 

La vendicatrice invisibile

 

Arrivato oggi nella cassetta della posta, il libro dal titolo Phantom Puch, una raccolta di trenta racconti horror pubblicato da Sensoinverso Edizioni. Tra i racconti, è presente anche uno mio che avete la possibilità di scaricare e leggere.

La vendicatrice invisibile

Buona lettura!!

Protocollo consegna spesa

 

Ciao,  in allegato trovi dei suggerimenti per la consegna della spesa agli anziani durante questo periodo di emergenza COVID -19. L’ho redatto personalmente durante il mio volontariato che ancora sto svolgendo. Possono essere utili. Scaricali liberamente.

Protocollo di sicurezza per la consegna di spesa e farmaci agli anziani

Protocollo di sicurezza per la consegna di spesa e farmaci agli anziani versione stampabile FR

Progetto didattico

Mia nipote ha cominciato lo scorso settembre la sua prima elementare. Ho seguito con interesse le sue vicende di studente e ad un certo punto ne sono stato coinvolto. Per me l’esperienza è stata simpatica ed ho cominciato a prendere delle note per un nuovo libro.

Eccovi l’introduzione.

Introduzione
 

“I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso.”  Christian Bobin

Io non sono un maestro ma un nonno che adora sua nipote Giulia.

Mio padre usava il termine studiare nella sua definizione più primitiva: osservare qualcosa da cui apprendere delle informazioni, informazioni che in seguito aiuteranno a risolvere un problema. Mio padre aveva conseguito la quinta elementare. A volte me lo trovavo a guardare una scala a cui doveva fare una ringhiera di ferro battuto, e informandomi di cosa stesse facendo, lui rispondeva che la stava studiando.  Questa accezione della parola studio  è quella che adoro di più perché alle persone piace studiare come descritto da mio padre, alle persone piace apprendere e conoscere. Ma sembra che  una altissima percentuale di loro smarrisca questa abilità e piacere durante la scuola.

Nella mia attività oltre che aver scritto libri, ho anche fatto l’istruttore  su materie di carattere tecnico. Nel mio lavoro mi hanno pagato per spiegare come funzionava l’installazione di reti. Era iniziato per scherzo, però qualcuno mi aveva notato ed aveva iniziato a pagarmi  per questo. Ho quindi una discreta esperienza nella trasmissione di concetti e di nozioni così che possano essere usati. Mi sono trovato ad essere ammirato da ingegneri mentre spiegavo loro la differenza tra “digitale” e “analogico” e mi sono trovato insieme ad installatori che capivano quello che dovevano fare solo per la corretta enfasi su nozioni importanti nelle istallazioni. Conosco la tecnologia di Studio del filosofo americano L. Ron Hubbard, che mi ha permesso e ancora oggi lo fa, di studiare e di interessarmi alle cose. 

Quest’anno la mia nipotina Giulia ha cominciato il suo primo anno scolastico. Per piacere ho cominciato a prendermi cura dei suoi compiti scoprendo però che l’attività non era veramente scontata e semplice. Mentre l’aiutavo con i suoi compiti mi sono ripromesso di scrivere degli appunti per realizzare in futuro un testo interessante per chiunque voglia saperne di più sulla trasmissione di concetti e che voglia soprattutto far vincere i propri figli o nipoti nella vita non facendogli perdere la capacità di apprendere, abilità fondamentale per avere in futuro delle persone di valore e soprattutto libere.

Aspetto commenti e critiche !

Libriamoci , una esperienza didattica

esercizio di comunicazione
Esercizio di comunicazione

Venerdì 15 novembre sono stato alla scuola “Gianni Rodari” di Lacchiarella per il programma “Libriamoci, giornate di lettura nelle scuole.”

L’idea era quella di avere degli autori che leggessero i libri ai bambini per stimolarli alla lettura. Non so se un autore legge meglio di altri. Io per l’occasione mi sono preparato leggendo ed interpretando con mia moglie i testi che gli insegnanti mi hanno passato. Non potevo leggere capitoli  dei miei libri poiché non  adatti a bambini dai sei ai dieci anni.

Mi sono lanciato in questa iniziativa per differenti ragioni:

la prima è che come nonno penso sempre a come migliorare la cultura di mia nipote che ora frequenta la prima elementare; lei mi impegna in un paio di sessioni di chiarimento di parole ogni settimana (tante parole nuove a volte sono un mistero che è meglio chiarire).

Ero  inoltre interessato a sapere cosa succedesse all’interno di una scuola al giorno d’oggi. Pensavo di poter imparare qualcosa e così è stato.

Per ultimo ero curioso di sapere se il mio contributo in qualità di lettore di storie potesse essere di aiuto nello stimolare interesse in questi piccoli potenziali lettori.

Venerdì mi sono trovato quindi a leggere delle brevi storie per 4 ore,  a orde di ottanta bambini alla volta divisi in classi, dalla prima alla quinta.

La prima lezione che ho imparato è che fare l’insegnante al giorno d’oggi comporta un impegno e la comprensione di alcuni fattori. Non è facile gestire 20 bambini. In primo luogo c’è la differenza, n

classi quarte

ella stessa classe, della capacità ricettiva. Puoi avere un bimbo che apprende velocemente e si annoia dopo pochi minuti e uno che ha finito l’ora e non ha proprio compreso. io ho visto bimbi comprendere e trarre conclusioni della storia lette e bimbi ancora bloccati sul primo pensiero. Alla domanda cosa l’autore volesse comunicare qualcuno ha risposto dicendo come si chiamava lui e il suo sopranome (piccolo punto iniziale della storia).

L’insegnante può sviluppare diversi metodi di trasmissione, ma il lavoro comporta un impegno costante. Lode quindi a coloro che insegnano in un mondo in cui i bambini sono agitati da una dieta ricca di zuccheri e addormentati da un bombardamento di immagini (ci sono bambini che iniziano a guardare la TV alle 7 di mattina cosa che io sconsiglio a qualunque genitore).

La seconda cosa appresa è la valutazione di ciò i bimbi ritengono piacevole . Durante la prima ora ho letto alle classi quarte  “Gli Sporcelli”, storia scritta da Roald Dahl. Avevo visto il film La fabbrica di cioccolato  dall’omonimo libro di questo autore. Il film mi aveva un tantino stupito per la sua leggera crudeltà (far affondare un bambino nella cioccolata per il fatto di essere goloso non è proprio un segnale educativo che io diffonderei…). Il libro gli Sporcelli racconta di un personaggio e di sua moglie che vivono in un livello di igiene bassissima in una vita di scontrosità e scherzi di pessimo gusto, è amato tantissimo. La storia ha coinvolto molto i bambini e alcuni mi hanno confermato di avere letto il libro e di averne altri. Come diceva mamma non è bello ciò che è bello…

Trasmettere delle nozioni ai più piccoli (classi prime e seconde) penso sia la sfida più impegnativa per un insegnate. Questi piccoli devono entrare nel nuovo mondo di segni che devono comprendere e  che da ora in poi  trasmetteranno loro molto del sapere, sapere che  invece stanno apprendendo attraverso l’osservazione diretta. Ho visto questi bimbi diventare nervosi dopo meno di 15 minuti di ascolto della storia che era stata scelta apposta (le loro gambe che non arrivavano a terra hanno iniziato a muoversi avanti ed indietro, segno che io ho notato e ho chiesto di intensificare facendolo diventare un gioco *).

Da questa mia esperienza posso apprendere che la trasmissione da un insegnante ad un gruppo di bimbi non sia cosa semplice. Immagino che i programmi didattici siano scritti da persone che non frequenta la scuola in modo così diretto. Penso infine che la trasmissione, la cultura dei piccoli e la loro sete di sapere sia una delle priorità di qualsiasi civiltà che vuole avere e  mantenere questo nome in futuro.

Un ultimo consiglio che voglio dare a tutti i genitori: prima di criticare un insegnante (che  in una giornata storta e difficile può fare qualcosa di inopportuno) dovreste passare una mattinata in una classe con venti bambini.

*Ho scoperto che quando una persona fa qualcosa fuori dal suo controllo, tipo per un bimbo mettersi le mani nel naso o muovere le gambe nervosamente, la richiesta o minaccia di sospendere l’attività è la cosa che funziona di meno. Il fatto di far ripetere l’azione sotto il controllo del bimbo è invece più efficace. Provare per credere.

Recensione

Sto finendo di leggere questo romanzo: I Leoni di Sicilia scritto da Stefania Auci. In qualità di scrittore, mi aveva catturato il fatto  che avesse venduto i diritti in 5 paesi prima ancora che il libro fosse pubblicato. 

Mi ha gradualmente coinvolto e devo ammettere che l’autrice è stata molto brava nella costruzione della storia. Non si erge a insegnare qualcosa, ma leggendolo impari molto. Non vuole annoiare con pizzi e merletti letterari e ne mette il giusto, accompagnando la storia, ma mai rallentandola. Non ha il rispetto dei tempo delle vicende raccontate (salta un mese poi due anni etc.) tenendo sempre il lettore fuori da quella noia che i romanzi storici potrebbero indurre. Non penso sia una penna fuori dal comune, ma rimedia ampiamente con una capacità ingegneristica nella costruzione del libro seconda a pochi. Lo consiglio! 

 

Un saluto al maestro.

In ritardo, banale ma dovuto mi appresto a salutare Camilleri.

Ti ho conosciuto tardi nel 2006 a Copenaghen dove una Bergamasca leggeva l’ibrida lingua mista di italiano, siciliano e viganese. Mi chiesi chi fosse quel pazzo che scriveva in quel modo. Ma la passione dell’amica bergamasca mi trascinò a leggerti.

Nel finale del mio primo libro prendo delle distanze tra la mia e la tua bravura per non offenderti. Montalbano mi ha accompagnato e insegnato tante cose sulla tua Sicilia. “Il casellante” mi ha fatto capire più di mille documentari cosa la mafia fosse e come fosse nata in un’isola così dignitosa.

Grazie di tutto. Lascia qui la mia invidia per la tua capacità di scrivere.

In ricordo ad una amica

Immagino che sia venuto il momento  di salutarci, un momento che non abbiamo mai considerato e forse per questo ci trova un po’ smarriti.

Io ho gioito della vostra compagnia, delle felicità condivise e delle mete insieme raggiunte con voi tutti, parenti ed amici miei. Non avrei potuto avere fortuna migliore.

Ora siete impreparati a questo saluto, ma vorrei dirvi che questo è solo un nuovo inizio.

Non abbiamo pensato a questo momento quando abbiamo giocato, lottato e gioito per le cose che abbiamo ottenuto.  Ma non ce ne è bisogno, perché ancora giocheremo, lotteremo e avremo gioie da condividere.

Grazie a tutti.

Da ieri in libreria

Da ieri il romanzo Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi, pubblicato da Leone Editore è ufficialmente disponibile nelle librerie. Un ottimo obbiettivo. Ora dirigiamoci al prossimo.

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