Oggi è accaduto un evento particolare che mi ha fatto riflettere. Una amica, per ricordare ad un’altra persona chi io fossi le ha detto: “quello che ha presentato il libro”. Io, per identificare me stesso con qualcuno che al telefono non mi ricorda, vado diretto: “sono quello a cui manca la mano destra”. Più facile di così. Lei per timore si è riferita a me come “quello del libro” rimarcando che a Verona mi ricordano per la mia presentazione e il mio libro.

Quando scrivi un libro e lo pubblichi sei sempre un po’ ansioso riguardo al risultato (vendite) che a volte arrivano in ritardo o senza un senso. Per cui sapere che, ero conosciuto in questa comunità di amici veneti come quello che ha scritto il libro, mi ha fatto capire che la cosa importante nello scrivere è avere qualcosa che senti importante da comunicare, e comunicarlo al meglio. Non tutti sono Ken Follet, ma per questo non significa che non abbiamo qualcosa di interessante da scrivere. E a volte questa è la cosa di primaria importanza.

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