L’arte nella sua storia ha sempre accompagnato periodi di benessere. Nel mio libro scrivo:

“Quando i fattori quali il cibo e il clima, fattori di immediata sopravvivenza, sono sotto controllo l’Uomo riesce a dedicarsi ad altro. Il contadino ha tempo per il ballo del paese, il cortigiano può mantenere il poeta a corte, il feudatario l’architetto o il pittore in attività ed il re o il Papa arrivano a costruire nuove cattedrali o castelli.”

Abbiamo quindi una ipotetica spirale ascendente: se c’è ricchezza e benessere e la sopravvivenza immediata è assicurata, l’uomo incomincia a dedicarsi all’arte e alla costruzione. Tale costruzione innalza motivazioni nella popolazione  la quale trova stimoli maggiori e sviluppa nuovo benessere (avete mai letto La cattedrale del mare ?*)

A sostegno di questa mia teoria antropologica** c’è la controprova: in periodi di guerra il vincitore distrugge o saccheggia le opere artistiche del popolo vinto o del territorio conquistato.  Vedere le opere rubate dai nazisti o le chiese e monumenti distrutti dall’Isis mostra che, dietro le ragionevoli spiegazioni, questo sia solo il tentativo di indebolire i vinti, oltraggiarli e bloccare la spirale ascendente descritta sopra.

La guerra, la fame di distruzione, la mancanza di rispetto per le opere, per la cultura e per l’arte sono quindi sinonimi di inciviltà e sono gli strumenti di pochi che hanno nelle loro mete l’appiattimento  degli stimoli che hanno guidato lo sviluppo di qualsiasi civiltà.

Penso quindi, aderendo alla teoria sopra, che il miglior deterrente verso una minaccia sia dedicarsi all’arte. Una visita in un museo o andare ad un concerto potrebbe risultare più funzionale di una contro-minaccia, di un nuovo attacco. Un programma di sviluppo economico reale e artistico potrebbe cancellare la guerra in quei luoghi remoti della  terra e innescare benessere isolando i pochi pazzi che vogliono il contrario. Concludendo consiglio di dedicare più del proprio tempo all’arte sia in qualità di spettatore che di autore.

 

 

*La cattedrale del mare è il primo romanzo scritto da Ildefonso Falcones, avvocato che esercita a Barcellona. Imperdibile.

**antropo- logos studio dell’uomo e la sua storia. Si sviluppa in tanti rami, ma essenzialmente è lo studio delle vicende storiche, dei costumi, delle comunità allo scopo di ricerca.

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