Sono rientrato dalle Antille olandesi dove mi ero recato per una settimana di studio (si raccontala ad un altro..) e arrivato dalla mia studentessa, questa mi ha accolto con entusiasmo dopo quindici giorni di “buca”.  Dopo un po’ di convenevoli e di ri-orientamenti necessari per capire cosa avremmo dovuto fare, l’amara sorpresa era che tutto il materiale preparato per avviare all’uso di outlook era di windows 10 che l’alunna rifiutava. La studentessa, fino ad ora educata e sempre disponibile, era irascibile e poco incline a cambiare il programma che “aveva visto usare”. Io avevo preparato simpatici glossari per outlook di windows 10 (vedi sotto), ma lei rifiutava e protestava volendo usare la sua vecchia versione.

L’atteggiamento fino a quel momento sempre disponibile, quasi  angelico era sparito. Sembrava di avere a che fare con un adolescente a cui stai dicendo di mollare la play station per venire a studiare.

glossario-realizzato-per-chiarire-il-programma-outlook-su

Fortunatamente mi è venuto in mente il dato relativo alle parole malcomprese. Se volete “domare” un adolescente nella sua vita studentesca, trovate le parole che non ha capito e chiaritele, (se invece volete domarlo nella vita dategli qualcosa da fare così che lui partecipi alla vita famigliare contribuendo).

Angela (nome inventato) non aveva capito perché esistono delle versioni differenti e come mai avrebbe dovuto imparare una programma completamente diverso. Non conosceva il significato della parola versione precedente. E quando cercavo di spiegarle che le avrei insegnato entrambe le versioni cominciava a protestare. Non era contraria a studiare due versioni, non aveva capito la definizione della parola “versione”. Troppo semplice? E chi ha detto che insegnare sia complesso? Se conosci le reazioni degli studenti ( e a questo punto posso dire di qualsiasi età) puoi risolvere qualsiasi problema.

Mi ha fatto piacere ricevere la telefonata della figlia entusiasta nel vedere la madre coinvolta nelle sue lezioni tanto da passare un po’ della sua domenica ad istruirla sugli esercizi dati.

Quello che al principio immaginavo si sta ora confermando: non esistono limiti di età all’apprendimento se si rispetta la corretta velocità e la corretta procedura.

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