400 Parole al giorno 12/28

Articolo 12 di 28

Il giornalista perduto (sesta ed ultima parte)

“Capisco Roberto e ci dispiace. Come vede la sua intimità è stata violata e in questo modo lei ha potuto essere ricattato. Riesce ora a capire quanto la libertà di privacy sia importante?”

“Sì signore” fu la risposta di Roberto, turbato ma libero dal suo peso. Ora legga il trafiletto scritto sulla sua morte che uscirà domani sul giornale per il quale ha lavorato ultimamente”. 

Titolo: Redattore del Cronacainfame trovato morto.

Sottotitolo: gli eccessi la causa primaria riscontrata dal medico legale.

Il corpo privo di vita di Roberto Franco Rigamonti è stato trovato nel suo appartamento dal collega e capo redattore nonché caro amico Malcom Riva. Il giornalista era atteso alla sede del giornale per la consueta giornata di lavoro ma non vedendolo arrivare il capo redattore ha deciso di verificare di persona cosa stesse accadendo. Non ricevendo risposta una volta giunto all’appartamento, Malcom e altri due colleghi hanno forzato la porta e una volta entrati hanno potuto solo constatare la morte del giornalista molto apprezzato per la sua penna violenta e senza scrupoli che da tempo esaltava i fan del giornale. Il medico legale ha stabilito che Rigamonti è morto in seguito ad un infarto causato sicuramente dagli stravizi a cui era avvezzo. Acerrimo nemico della frangia politica attualmente al potere Roberto si è sempre fatto riconoscere per la sua libera scrittura e per la sua vita fatta di eccessi trascorsa al famoso locale di spogliarelliste Creme Caramel.

I colleghi sentiranno la sua mancanza.

Roberto con il volto coperto di lacrime alzò lo sguardo dallo scritto che gli era stato fornito.

“Roberto, riscriva quell’articolo sistemandone la privacy. Penso che ora lei abbia capito il punto. Ad onore di cronaca sappia che la donna che lei amava e di cui si fidava era in combutta con il marito che era il burattinaio di tutti i politici che lei stava inseguendo. Lei è stato manipolato a dovere. Mi spiace ma forse si sentirà meno colpevole.”

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La problematica del diritto alla privacy verso il diritto di cronaca è trattata in modo capillare e delicato. È forse nata con il diritto di cronaca visto che il primo a portarlo all’attenzione su una rivista specializzata nel settore legale, fu l’avvocato Samuel Warren, nel lontano 1890 a Boston. Nel libro Privacy e giornalismo edito dal Garante e curato da Mauro Paissan, ci sono dei passaggi che hanno dato origine alla fantasiosa novella sopra.

Li riportiamo. Se si riflette sui casi analizzati, ci si avvede che siamo di fronte a situazioni che toccano nel profondo la persona e la sua dignità, dunque un valore che non può essere impunemente sacrificato a nessun altro. Il diritto di informazione ha il suo fondamento nella libertà di manifestazione del pensiero, nella libertà di comunicazione, e non può, quindi, essere considerato come se si trattasse di un interesse prevalentemente del giornalista. La sua ragione si trova piuttosto nel diritto di sapere dei cittadini, nella trasparenza che deve caratterizzare ogni sistema democratico. Ma libertà di comunicazione, diritto di sapere, trasparenza non possono mai cancellare il bisogno di intimità, l’esigenza di “ritirarsi dietro le quinte”, soprattutto il diritto di costruire liberamente la propria sfera privata, di sviluppare liberamente la personalità, di veder comunque rispettata la propria dignità.

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