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Donato Salvia

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Guerra

Da ieri in libreria

Da ieri il romanzo Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi, pubblicato da Leone Editore è ufficialmente disponibile nelle librerie. Un ottimo obbiettivo. Ora dirigiamoci al prossimo.

Obbiettivo raggiunto, obbiettivo raggiungibile !

Book road è una campagna in cui autori e editore si uniscono in una raccolta di prenotazioni tale da poter realizzare il progetto editoriale di un opera. Non è l’editore a scegliere la pubblicazione da mettere nelle librerie, ma il pubblico attraverso gli ordini copertina

del libro non ancora realizzato. Questo perché l’autore è conosciuto come buon scrittore, perché uno crede nell’opera o semplicemente per amicizia. Ma indipendentemente dalla ragione, in questa nuova idea di editoria, sono i lettori a decidere. Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi, non ha raggiunto solo la sua quota per la pubblicazione in un tempo record, ma ora si appresta a gareggiare per il secondo obbiettivo: 300 copie ordinate (100 in più). Con questo obbiettivo l’editore si impegna a portare il libro all’interno di stazioni ed aeroporti così che la visibilità del libro aumenti vertiginosamente. 

Let’s do for it !! Andiamolo a fare !!

https://www.bookroad.it/prodotto/seduto-nel-deserto-a-bere-un-te-con-gheddafi/

 

Le scuse, gli sbarchi e il libro seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi.

La vicenda degli sbarchi in Sicilia ha riportato alla ribalta la guerra in Libia del 2011 e la morte di Gheddafi. Su più fronti si è letto che le richieste di cacciare il dittatore da parte di Sarkozy (allora presidente della Francia) seguito da Cameron (ministro inglese) non erano altro che pretesti per prendere il controllo di un flusso di petrolio e gas su cui l’italia aveva un controllo quasi naturale per la vicinanza e per i rapporti creati dai più odiati politici italiani (Andreotti e altri tra cui Berlusconi).

Ho scritto il libro “seduto nel deserto”  poiché rimasi colpito da quella guerra siccome una settimana prima degli scontri ero in visita in Libia e nessun indicatore mi segnalò che a breve sarebbero scoppiati disordini e addirittura una rivoluzione. Non volevo e non voglio difendere il defunto o la sua politica.

Il libro usa delle vicende di fantasia per riportare parte della verità storica: una guerra fu fatta per interessi e senza nessuna consapevolezza del dopo, dopo che oggi è sui giornali e in televisione sotto forma di flusso migratorio senza precedenti.

Quando lo scrissi quasi riuscii a prevedere che la “dittatura” creava quell’ordine necessario ma sicuramente poco “democratico” come inteso da noi occidentali. E che quello   stato di cose, quella pazzia di Gheddafi erano forse il male minore all’interno di situazioni politiche molto più complesse e che mirano ad interessi di pochi.

Forse oggi più che mai il libro dovrebbe essere letto e un sorriso amaro potrebbe accompagnarne la sua lettura.

 

Centomila sono tanti…

A diciassette anni partecipai ad una manifestazione. I giornali parlarono di centomila persone presenti. Erano tante e non riuscii a vedere dove la massa di gente iniziava a dove finiva. Potei concludere che centomila  persona sono una quantità enorme. Continua a leggere “Centomila sono tanti…”

L’Arte come arma

L’arte nella sua storia ha sempre accompagnato periodi di benessere. Nel mio libro scrivo:

“Quando i fattori quali il cibo e il clima, fattori di immediata sopravvivenza, sono sotto controllo l’Uomo riesce a dedicarsi ad altro. Il contadino ha tempo per il ballo del paese, il cortigiano può mantenere il poeta a corte, il feudatario l’architetto o il pittore in attività ed il re o il Papa arrivano a costruire nuove cattedrali o castelli.” Continua a leggere “L’Arte come arma”

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