400 Parole al giorno 17/28

Articolo 17 di 28

Formazione vincente, vincente con la formazione (prima parte)

Roberto D’Alessandro ha una ditta di installazioni di piccole dimensioni, un solo dipendente, Carlo, con lui da 10 anni e tanto lavoro fino a tarda ora. Il mercato è in ripresa ma recuperare gli anni della crisi non sembra sia facile. Roberto comunque è molto preparato nel suo settore e la città dove vive e lavora sta sperimentando una piccola rinascita economica. Per questo motivo si respira dell’ottimismo nell’area.

Quando il professore dell’istituto tecnico lo chiama un po’ disperato chiedendo se nelle settimane successive può integrare due studenti per un periodo di formazione con spese a carico della scuola, Roberto accetta. Glielo avessero chiesto tempo addietro non avrebbe saputo cosa fare con questi ragazzi, ma proprio in questi giorni sta ricevendo la conferma per un’offerta ad una gara per un ente pubblico. È un lavoro considerevole che potrebbe finalmente dare una svolta al fatturato.

Elia e Francesco si presentano il venerdì seguente al capannone con le loro scarpe antiinfortunistica nuove, il panino preparato dalla mamma e la faccia con alcuni brufoli tipici dell’adolescenza. Sono al terzo anno del tecnico. Roberto intanto ha ufficialmente vinto la gara e si appresta a ordinare il materiale, i due ragazzi quindi diventano manodopera aggiunta.

Per quella giornata vengono indirizzati a sistemare il magazzino e il materiale così che come prima cosa familiarizzino con l’ambiente lavorativo. Una volta sistemati i due studenti, mentre Carlo è a fare piccoli interventi manutentivi da alcuni clienti, Roberto rilegge il regolamento della gara vinta all’interno dell’Ospedale dove verranno fatti i lavori. Approfondendo alcuni termini si rende conto di non aver notato i tempi di consegna e soprattutto le penalità collegate in caso di mancanza. Mentre da una parte è comprensibile che ci siano, una settimana di ritardo comporterebbe il prosciugamento di buona parte del suo utile. Considerando che Carlo è sempre stato un ottimo collaboratore, i tempi richiesti tutto sommato possono essere facilmente rispettati. Nel pomeriggio prende con sé i ragazzi ed inizia a verificare il loro livello di competenza.

Non si trattava di un test, è che Roberto adorava i ragazzi e il loro entusiasmo e nel tempo aveva sempre evitato il bullismo e i vecchi preconcetti sul fatto che i giovani non hanno voglia di lavorare. Roberto dedicava del tempo mostrando loro come doveva essere fatto un lavoro, poi gli faceva fare prove sull’installazione di collegamenti di rete, visione di apparecchiature per test, tutte cose di cui a scuola i ragazzi avevano a malapena sentito parlare.

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