400 Parole al giorno 18/28

Articolo 18 di 28

Formazione vincente, vincente con la formazione (seconda parte)

Sapeva che l’apprendistato era un punto focale nella loro formazione. Passavano dalla semplice teoria al vedere che le cose funzionavano, si accendevano, e trasmettevano. Era un passaggio che Roberto amava seguire perché non si era mai persuaso del fatto che le persone non amino lavorare. Era invece convinto che se sapevano cosa fare, come farlo e perché lo facevano, la loro partecipazione e rendimento sarebbe stato certamente superiore. Sapeva queste cose per esperienza perché in parte le aveva vissute e se non fosse stato per la sua curiosità e interesse nel conoscere, lui stesso sarebbe rimasto vittima dei preconcetti.

Il suo primo datore di lavoro lo avrebbe tenuto a pulire uffici e raccogliere ferri per mesi senza effettivamente insegnargli nulla. Lui invece di nascosto installava, smontava e disfaceva tutto ciò che riusciva, a volte rischiando per la mancanza di un supervisore o di una persona più esperta, come la volta che entrato in una cabina di alta tensione per “vedere” cosa si stesse facendo e per un pelo non era rimasto fulminato per l’incorretto uso dei sistemi di protezione personale.

Con Elia e Francesco iniziò a chiedere loro cosa avessero capito delle reti Lan e del cablaggio, della messa a terra o della polarità che avevano studiato a scuola rendendosi immediatamente conto, come era successo altre volte, che nella scuola odierna mancava all’interno dell’insegnamento la cultura della trasmissione. I ragazzi anche se volenterosi venivano bloccati da teorie e concetti che non riuscivano ad assorbire per la mancanza di esperienza da parte degli insegnanti che avevano un solo sistema per ottenere risultati: la minaccia del voto. Roberto invece riusciva a trasmettere ai ragazzi alcuni concetti di elettronica e di informatica che assorbivano velocemente.

Era come se sapesse cosa mancasse ai ragazzi per afferrare il soggetto, una specie di abilità nascosta di cui non si era mai vantato, ma di cui aveva gioito vedendo poi l’entusiasmo sui volti degli studenti che si formavano presso di lui. Si può vedere un netto cambiamento di illuminazione sul volto di un ragazzo che comprende cose che prima erano per lui un mistero. Era luce vera, quella della comprensione, e lo studente del momento la sperimentava dopo che aveva parlato con lui per qualche ora. E così stava facendo con Elia e Francesco. Roberto bilanciava saggiamente la teoria con la pratica e mostrava i connettori, apparecchiature, installazioni di antifurto sul proprio telefonino e anche pratica di lavoro, chiedendogli poi di fare pratica con piccole attività preparative che sarebbero tornate utili sui cantieri facendogli risparmiare del tempo.

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