400 Parole al giorno 20/28

Articolo 20 di 28

Formazione vincente, vincente con la formazione (quarta parte)

Roberto sentì una goccia di sudore freddo colare lungo la schiena, non era preoccupato per il suo dipendente, di fatto una appendicectomia non era cosa grave, poteva essere dolorosa ma di certo non pericolosa. Gli dispiaceva, questo sì ma in quel momento era preoccupato per il ritardo che questo inconveniente avrebbe comportato sul lavoro. Anche se Carlo fosse uscito dall’ospedale in tempi brevi, avrebbe dovuto passare qualche giorno di convalescenza a casa, conoscendolo si sarebbe presentato al lavoro il giorno dopo le dimissioni ma Roberto lo avrebbe rispedito a riposo, quindi i tempi non sarebbero stati così brevi per un ritorno di Carlo.

Decise di partire perché la destinazione era la stessa: l’ospedale era il posto dove avrebbe dovuto lavorare ed era il posto dove Carlo era ricoverato. Passati i controlli del cantiere posteggiò il furgone e prese posizione del locale assegnato per il materiale, chiese ai ragazzi di aspettarlo e si precipitò da Carlo.

Lo trovò sveglio dopo l’operazione e come lui preoccupato del lavoro, anche Carlo era perfettamente consapevole che il tutto sarebbe stato rallentato dalla sua mancanza. Roberto gli disse, mentendo, che aveva già trovato la soluzione e che tutto sarebbe andato per il meglio. Gli consigliò di riposarsi ora che poteva e di rimettersi in gran forma senza preoccuparsi. Lo avrebbe tenuto aggiornato molto spesso visto che si trovava nel padiglione in costruzione distante solo qualche centinaia di metri.

Mentre faceva ritorno al luogo dove aveva lasciato furgone e ragazzi, Roberto cominciò ad elencare colleghi che avrebbero potuto aiutarlo. Significava un aumento dei costi ma diversamente avrebbe rischiato di sforare le date di consegna incorrendo nelle penalità relative. Arrivato al furgone lo trovò vuoto, non c’erano i due ragazzi e non c’era neppure il materiale. Ci mancava solo questo! Non ebbe il tempo di pensare che Francesco ed Elia apparvero al suo fianco. Entrambi parlottavano.

“Ragazzi dove eravate finiti? Dov’è il materiale?”

“Signor Roberto lo abbiamo scaricato e sistemato nel locale a lei destinato” rispose Francesco.

“Abbiamo lasciato il cavo e le attrezzature davanti perché abbiamo immaginato che fossero le cose che servissero per prime”.

Sagaci i due ragazzi e … che velocità. Gli balenò un’idea improvvisa: e se avesse fatto il lavoro con loro? Poteva lasciarli uscire all’orario stabilito e rimanere lui più a lungo perché in qualità di tirocinanti non poteva richiedere loro degli straordinari, però poteva provarci e vedere come fare il lavoro. I ragazzi si erano dimostrati svegli e pronti a lavorare.

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