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Donato Salvia

Autore

una gara simpatica

Ieri 18 luglio è cominciata la campagna di sponsorizzazione del libro “Seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi”. Il portale Bookroad.it ha inserito nei suoi titoli anche il mio lasciando che sia il pubblico a scegliere. l’Editore Leone segue infatti questa nuova strategia, che in America sembra stia lanciando molte nuovi autori, dove è il lettore a scegliere il libro da pubblicare con il suo pre ordine. L’obbiettivo è 200 libri pre ordinati in 180 giorni, e io penso che mi lancerò in questa sfida come ho sempre fatto: con spirito di gioco e con la dinamica delle cultura.

sotto il portale.

https://www.bookroad.it/prodotto/seduto-nel-deserto-a-bere-un-te-con-gheddafi/

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Le scuse, gli sbarchi e il libro seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi.

La vicenda degli sbarchi in Sicilia ha riportato alla ribalta la guerra in Libia del 2011 e la morte di Gheddafi. Su più fronti si è letto che le richieste di cacciare il dittatore da parte di Sarkozy (allora presidente della Francia) seguito da Cameron (ministro inglese) non erano altro che pretesti per prendere il controllo di un flusso di petrolio e gas su cui l’italia aveva un controllo quasi naturale per la vicinanza e per i rapporti creati dai più odiati politici italiani (Andreotti e altri tra cui Berlusconi).

Ho scritto il libro “seduto nel deserto”  poiché rimasi colpito da quella guerra siccome una settimana prima degli scontri ero in visita in Libia e nessun indicatore mi segnalò che a breve sarebbero scoppiati disordini e addirittura una rivoluzione. Non volevo e non voglio difendere il defunto o la sua politica.

Il libro usa delle vicende di fantasia per riportare parte della verità storica: una guerra fu fatta per interessi e senza nessuna consapevolezza del dopo, dopo che oggi è sui giornali e in televisione sotto forma di flusso migratorio senza precedenti.

Quando lo scrissi quasi riuscii a prevedere che la “dittatura” creava quell’ordine necessario ma sicuramente poco “democratico” come inteso da noi occidentali. E che quello   stato di cose, quella pazzia di Gheddafi erano forse il male minore all’interno di situazioni politiche molto più complesse e che mirano ad interessi di pochi.

Forse oggi più che mai il libro dovrebbe essere letto e un sorriso amaro potrebbe accompagnarne la sua lettura.

 



Amore per la Neve

Probabilmente letto molti anni fa, questo fu il mio primo thriller. Uscito nel 1994 in Italia come in altri paesi, fece scalpore.  E ne realizzarono anche un film. Ma la capacità di trasmettere l’amore e il rapporto con la neve dell’eroina, che proprio per questa sua amore/capacità si rende conto per prima che un incidente altro non è che un omicidio, non viene trasmesso bene come nel libro, che secondo me è il vero punto di forza che ai tempi ne fece un best seller. Continue reading “Amore per la Neve”

Un thriller farmaceutico

Bhe, è ovvio che in qualità di Talidomidico (persona affetta geneticamente dagli effetti che questo farmaco preso da mia madre ha avuto) sono particolarmente sensibile al soggetto trattato da questo libro: la talidomide appunto. In ogni caso durante la lettura mi sono trovato a pensare che alcuni eventi storici fossero talmente assurdi, che dei comportamenti di manager farmaceutici fossero così incredibili che più volte ho creduto di leggere un thriller, no meglio, un horror.

Se la Grunenthal avesse almeno monitorato le vittime inconsapevoli che avevano accettato di assumere il composto, la nascita della prima bambina senza orecchie, dieci mesi dopo l’uscita sul mercato del Contergan, avrebbe potuto mettere in allerta un’équipe scientifica più diligente circa il principio di una minaccia pubblica.” capitolo L’epidemia

 Purtroppo le informazioni, catalogate professionalmente, sono talmente vere che l’Associazione Talidomidici Italiana ne ha curato la traduzione e la distribuzione. E’ un libro informativo, non un libro da ombrellone.

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