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Donato Salvia

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Storia

Le scuse, gli sbarchi e il libro seduto nel deserto a bere un tè con Gheddafi.

La vicenda degli sbarchi in Sicilia ha riportato alla ribalta la guerra in Libia del 2011 e la morte di Gheddafi. Su più fronti si è letto che le richieste di cacciare il dittatore da parte di Sarkozy (allora presidente della Francia) seguito da Cameron (ministro inglese) non erano altro che pretesti per prendere il controllo di un flusso di petrolio e gas su cui l’italia aveva un controllo quasi naturale per la vicinanza e per i rapporti creati dai più odiati politici italiani (Andreotti e altri tra cui Berlusconi).

Ho scritto il libro “seduto nel deserto”  poiché rimasi colpito da quella guerra siccome una settimana prima degli scontri ero in visita in Libia e nessun indicatore mi segnalò che a breve sarebbero scoppiati disordini e addirittura una rivoluzione. Non volevo e non voglio difendere il defunto o la sua politica.

Il libro usa delle vicende di fantasia per riportare parte della verità storica: una guerra fu fatta per interessi e senza nessuna consapevolezza del dopo, dopo che oggi è sui giornali e in televisione sotto forma di flusso migratorio senza precedenti.

Quando lo scrissi quasi riuscii a prevedere che la “dittatura” creava quell’ordine necessario ma sicuramente poco “democratico” come inteso da noi occidentali. E che quello   stato di cose, quella pazzia di Gheddafi erano forse il male minore all’interno di situazioni politiche molto più complesse e che mirano ad interessi di pochi.

Forse oggi più che mai il libro dovrebbe essere letto e un sorriso amaro potrebbe accompagnarne la sua lettura.

 

Un thriller farmaceutico

Bhe, è ovvio che in qualità di Talidomidico (persona affetta geneticamente dagli effetti che questo farmaco preso da mia madre ha avuto) sono particolarmente sensibile al soggetto trattato da questo libro: la talidomide appunto. In ogni caso durante la lettura mi sono trovato a pensare che alcuni eventi storici fossero talmente assurdi, che dei comportamenti di manager farmaceutici fossero così incredibili che più volte ho creduto di leggere un thriller, no meglio, un horror.

Se la Grunenthal avesse almeno monitorato le vittime inconsapevoli che avevano accettato di assumere il composto, la nascita della prima bambina senza orecchie, dieci mesi dopo l’uscita sul mercato del Contergan, avrebbe potuto mettere in allerta un’équipe scientifica più diligente circa il principio di una minaccia pubblica.” capitolo L’epidemia

 Purtroppo le informazioni, catalogate professionalmente, sono talmente vere che l’Associazione Talidomidici Italiana ne ha curato la traduzione e la distribuzione. E’ un libro informativo, non un libro da ombrellone.

Centomila sono tanti…

A diciassette anni partecipai ad una manifestazione. I giornali parlarono di centomila persone presenti. Erano tante e non riuscii a vedere dove la massa di gente iniziava a dove finiva. Potei concludere che centomila  persona sono una quantità enorme. Continua a leggere “Centomila sono tanti…”

Riedizione

Da questa mattina su ilmiolibro.it è disponibile la nuova versione rivista e corretta della biografia La mia mano destra. Appena pronto aggiornerò sugli sviluppi. In ogni caso il libro è acquistabile a prezzo promozionale per un tempo limitato.

Donato

Talidomide, altre considerazioni.

Questa mattina mi sono recato al Circoclo della Stampa di Milano per la presentazione del libro “Il farmaco oscuro” il reportage più completo sulla vicenda Talidomide disponibile oggi. A parte la presentazione del libro che tratterò in modo dettagliato volevo riportare lo scambio avvenuto con una giornalista che chiedeva: “ma quanti sono i Talidomidici?”

Finita la presentazione ufficiale mi sono avvicinato e ho cercato di spiegare alla giornalista Continua a leggere “Talidomide, altre considerazioni.”

Imparare.

Non è che io sia contrario a comunicare idee politiche; sono contrario a spaventare, ad allontanare,  a far diventare  odioso il mondo della politica. E il libro Seduto nel deserti a bere un tè con Gheddafi è un sistema per comunicare idee di vario spessore. Per esempio conosci la teorica storia (differente) di tangentopoli e cosa c’è stato dietro ad essa? Io l’ho inserita nel libro all’interno del racconto,può essere conosciuta e compresa . È vantaggioso imparare la storia leggendo uno scorrevole romanzo. C’è meno nervosismo e più capacità di analisi. E con esso puoi imparare delle cose senza sentirti turbato o agitato da notizie catastrofiche. Imparare serve. Spaventarsi o turbarsi no.

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